ASUR AREA V1. ASUR AREA VASTA N.3 ZT9 – OSPEDALE DI SAN SEVERINO MARCHE RIQUALIFICAZIONE TECNOLOGICA IMPIANTO TERMICO MEDIANTE SOSTITUZIONE DEI GENERATORI E REALIZZAZIONE NUOVA STAZIONE DI POMPAGGIO

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RIQUALIFICAZIONE IMPIANTO TERMICO E SOSTITUZIONE CALDAIE A SAN SEVERINO MARCHE (MC)

CLIENTE

ASUR AREA VASTA n.3 ZT9 – Ospedale di San Severino Marche


PROBLEMI SPECIFICI

La struttura in esame necessita durante tutto l’arco dell’anno di un discreto quantitativo di energia primaria che per soddisfare i vari tipi di fabbisogno energetico viene impiegata sotto forma di energia termica, frigorifera ed elettrica. In particolare l’energia termica è prodotta da tre generatori di acqua calda dotati di bruciatori a gas, due dei quali sono risultati vetusti e poco efficienti, come del resto la quarta caldaia, quest’ultima a vapore.

Questo comporta un elevato consumo di combustibile per produrre l’energia termica necessaria a garantire il corretto comfort ambientale durante i mesi in cui l’impianto di riscaldamento è in funzione, ed in generale nell’intero arco dell’anno visto che le caldaie funzionano anche in periodo estivo. Inoltre le due caldaie Carbofuel e la caldaia a vapore, sebbene siano funzionanti, non garantiscono una vita utile appropriata e sono caratterizzate da un ridotto grado di affidabilità senza considerare l’aspetto ambientale ed ecologico. Le caldaie presentano una tecnologia risalente ai primi anni 90, e in quel periodo l’attenzione all’inquinamento ambientale non era preponderante nella progettazione dei generatori di calore. Il modesto valore del rendimento di produzione (dato dal rapporto tra l’energia messa a disposizione del fluido termovettore e l’energia al focolare) si ripercuote quindi sul consumo di combustibile e sulle emissioni inquinanti.

Nella sottocentrale tutta l’impiantistica, ad eccezione dei circuiti nuovi dell’acqua refrigerata, è obsoleta come del resto i tre bollitori. Lo stato di manutenzione e di conservazione dei bollitori è scarso, la coibentazione presenta discontinuità ed è montata in modo non corretto quindi non garantisce adeguate prestazioni ed anche lo stato di manutenzione e di conservazione della valvole di regolazione non è conforme. I quadri elettrici della centrale e della sottocentrale risultano essere in condizioni vetuste e inadeguati a causa delle precarie condizioni delle apparecchiature di protezione. Gli impianti sono pertanto in netto contrasto a quanto richiesto dalla vigente normativa. Allo stato attuale si rischia inoltre di creare, in caso di guasto, un disservizio allargato anche a più attività dato che i vari circuiti fanno capo a pochi interruttori di protezione.

I quadri sono sommariamente suddivisi in circuito luce e circuito forza motrice e gli interruttori attualmente installati hanno le seguenti carenze:

  • assenza delle protezione contro i contatti indiretti;
  • mancanza di coordinamento protezione-linea;
  • mancanza di selettività tra le protezioni a monte e a valle;
  • stato vetusto delle protezioni e quindi possibilità che in caso di guasto l’interruttore di protezione non intervenga con conseguenti rischi di danneggiamenti al quadro elettrico o peggio all’impianto.

LA RISPOSTA CPM

L’intervento, oggetto di progettazione, ha previsto lo smantellamento dei due generatori di calore “CARBOFUEL” con i relativi bruciatori e circuiti idraulici.

Le apparecchiature dedicate alla contabilizzazione del calore, sono state reinstallate sui nuovi generatori. Una volta eseguita la rimozione delle apparecchiature esistenti, sono state poste in opera le due nuove caldaie ad alta efficienza (tre stelle) Riello RTQ 1100 3S della potenza resa all’acqua di 1049 kW cadauna.

A corredo delle caldaie sono stati installati bruciatori a gas a funzionamento modulante, collegati alla rete di tubazioni esistenti con nuove apparecchiature di sicurezza e intercettazione. Il sistema di espansione è rimasto del tipo a vaso aperto e i collegamenti di sicurezza sono stati allacciati alla tubazione esistente; facendo particolare attenzione alla quota d’unione che non è stata potuta essere modificata (m. 1,6 dalla pavimentazione del locale). A tal fine i generatori di calore sono dotati di allacci sicurezza ad una altezza max di 1,55 m compreso il basamento in muratura.

Sopra le caldaie è stato realizzato un circuito primario “aperto” collegato al collettore esistente cui fanno capo le elettropompe di circolazione dei generatori e le elettropompe che alimentano la sottocentrale termica. Allo stesso circuito è stato collegato lo scambiatore alimentato dal cogeneratore.

Il trasporto del fluido riscaldante dalla centrale termica alla sottocentrale avviene tramite elettropompe collegate alle tubazioni esistenti che corrono all’interno del cunicolo di collegamento. Nella sottocentrale termica è stato installato il nuovo collettore di distribuzione dei fluidi di riscaldamento, alimentato tramite le tubazioni presenti e provenienti dalla centrale termica. Sul collettore sono state installate le nuove elettropompe, a controllo elettronico, che alimentano i circuiti esistenti. Sui circuiti dei radiatori sono state installate valvole a tre vie per il controllo della temperatura di mandata in funzione di quella esterna. Per evitare il disservizio totale dell’impianto di riscaldamento, il nuovo collettore è stato alloggiato parallelamente a quello dell’acqua refrigerata, mantenendo in esercizio l’attuale fino allo scollegamento totale dei circuiti presenti. Inoltre sono stati realizzati dei nuovi collettori di distribuzione dell’acqua calda sanitaria, in sostituzione di quelli presenti nella sottocentrale in prossimità dei bollitori. L’invio dell’acqua calda sanitaria avviene da due distinti collettori; uno ad alta temperatura e l’altro miscelato per utenze sanitarie.

Il controllo della temperatura di invio alle utenze è affidato ad una valvola a tre vie interposta tra i collettori di alta temperatura (60°C) e miscelata (45°C).


RISULTATI

La riqualificazione dell’impianto con la sostituzione delle caldaie ha portato vantaggi di natura:

  • funzionale;
  • energetica;
  • tecnico – economica;
  • ecologica.

Questo si traduce in

  • aumento dello stato di efficienza ed affidabilità dell’impianto;
  • riduzione dei costi di manutenzione;
  • la presenza di nuovi generatori consente di ottimizzare l’utilizzo, grazie anche alla presenza di bruciatori di tipo premiscelato modulante, con una conseguente diminuzione della manutenzione necessaria.

I benefici energetici derivanti sono quelli dovuti alla riduzione di energia termica ed elettrica. In termini numerici il risparmio conseguibile è di 19,11 TEP/anno, 240.060 kWh, pari ad una riduzione del fabbisogno di energia primaria del 7,3%/anno.

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